Biblioteca Multimediale Marxista

Miriam Mafai



L'uomo che sognava la lotta armata

La storia di Pietro Secchia


 

Ringraziamo erCanto per aver messo a disposizione dei nostri lettori questo testo


Indice


1. Venti giorni dopo l'insurrezione [kb 40 HTML]
2. Il sogno della lotta armata [kb 45 HTML]
3. Secchia al posto di comando [kb 73 HTML]
4. Lo zio Giuseppe manda a dire... [kb 51 HTML]
5. Ma chi è quella signora? [kb 37 HTML]
6. A Mosca è successo qualcosa [kb 44 HTML]
7. Il 25 luglio del compagno Secchia [kb 60 HTML]
8. L'emarginazione [kb 55 HTML]
9. Ritorna il sogno della lotta armata [kb 52HTML]
10. Avvelenato dalla CIA [kb 43 HTML]
Note [kb 11 HTML]

Libro intero [kb 180 ZIP]

 

Miriam Mafai ha conosciuto tutti i personaggi di cui si parla in questo libro: da Secchia a Togliatti, da Luigi Longo a Giorgio Amendola, da Giulio Seniga a Edoardo D'Onofrio. La storia di Pietro Secchia, che fu uno degli uomini più potenti delle Botteghe Oscure, forse più potente, in una certa fase, dello stesso Togliatti, è inevitabilmente anche una storia del Pci, ma è soprattutto un racconto delle controversie delle rappacificazioni, degli umori e dei rancori, dei sospetti e degli intrighi che si consumavano alle Botteghe Oscure in un epoca nella quale di queste vicende pochissimo, quasi nulla, trapelava all'esterno. Pietro Secchia e Palmiro Togliatti hanno personificato, per alcuni decenni, due anime, due strategie, due linee politiche per il Pci. Perché e come vinse definitivamente Togliatti? Quale ruolo ebbe Mosca in questa vicenda? Chi dei due godeva maggiormente la fiducia di Stalin? Perché Secchia non si fidava della Jotti? Perché il 25 luglio 1954 Giulio Seniga, detto Nino, uomo di fiducia di Secchia e della Segreteria, fuggì da Roma? Quali furono poi i rapporti di Pietro Secchia, ormai isolato ed emarginato nel suo partito, con i vari gruppi e gruppetti della sinistra extraparlamentare? Pietro Secchia morì convinto di essere stato avvelenato dalla Cia: quanto è attendibile questa ipotesi? Attraverso una serie di testimonianze e una rilettura dei documenti dell'epoca, e delle carte dell'archivio di Secchia, Miriam Mafai tenta una risposta a questi interrogativi.